Inappetenza

Inappetenza: cause e rimedi naturali

Come affrontare un periodo di inappetenza con l’aiuto della natura: Eleuterococco, Pappa reale e vitamine.

Il caldo o i postumi di un’influenza ti stanno togliendo il fisiologico appetito, oppure la stessa cosa sta accadendo a un tuo familiare, specialmente se bambino o anziano? Un periodo di inappetenza può capitare a chiunque, e può trattarsi di un evento transitorio, legato magari a particolari situazioni lavorative e private che mettono sotto pressione anche la voglia di cibo, così come – appunto – all’arrivo del caldo e dell’afa o a uno stato di convalescenza un po’ più delicato del previsto.

E quando manca il giusto apporto di cibo, spesso può mancare anche l’energia.

Meno cibo, meno energia

Il binomio va da sé. Infatti, il consumo di cibo non è associato solo alla necessità di mantenere un sano peso corporeo, ma è indispensabile per dare energia all’organismo affinché possa compiere al meglio tutte le funzioni. Contribuendo cioè al controllo di tutti gli apparati, allo svolgimento di azioni quotidiane come parlare, camminare, lavorare, godersi il tempo libero ma anche al sostentamento delle facoltà intellettuali quali pensare, ragionare, ricordare e imparare. Tutte attività che sono meglio alimentate se c’è il corretto contributo da parte del cibo.

I 5 fattori dell’inappetenza

Le ragioni del calo di appetito possono essere differenti, ciascuna delle quali con una causa specifica alla base, talvolta legata all’età o a un periodo particolare del ciclo vitale. Infatti, l’inappetenza può avere una natura:

  • se associata a fattori ambientali, come il cambio di stagione o a eventi che mettono a dura prova l’organismo;
  • Psicosomatica:se è dovuta a una maggiore tensione psico-emotiva che può scaturire in un aumento della tensione e dello stresscon un impatto maggiore sulla stanchezza mentale;
  • Patologica: quando dipendente da un malessere fisico come lievi stati di raffreddamento o influenza, fino a condizioni più serie, quali ad esempio malattie e disturbi dell’apparato gastrointestinale che con maggiori probabilità possono indurre inappetenza;
  • Psichiatrica: spesso correlata a disturbi dell’alimentazione come bulimia o anoressia;
  • Genetica: se l’inappetenza è “ereditata”. Avere genitori che, da piccoli, hanno sofferto di questa problematica, predispone maggiormente allo sviluppo di cali di appetito.

Altri responsabili del calo di appetito possono essere le intolleranze alimentari e l’assunzione di farmaci e terapie.

L’età può fare la differenza

Ci sono periodi della vita e fasce di popolazione in cui il rischio di inappetenza potrebbe essere più elevato rispetto ad altre, sebbene nessuna età ne sia esclusa. Tra queste:

  • I bambini. La fase della crescita, l’infanzia e l’adolescenza possono rappresentare tre momenti dello sviluppo che impattano anche sull’appetito con cause motivazionali differenti da età a età: ad esempio la dentizione, lo svezzamento, una malattia esantematica in corso, la gelosia nei confronti di un fratellino, un conflitto familiare, un problema a scuola ecc. Non dimentichiamo che anche la psiche gioca la sua parte, quando si parla di appetito, anzi, spesso è proprio attraverso il cibo che i bimbi comunicano sentimenti e paure;
  • Gli anziani. La mancanza di appetito tra i senior è molto comune e spesso di difficile gestione, tanto che può portare a carenze nutrizionali e conseguenze importanti.

I rimedi naturali contro l’inappetenza

Se la causa dell’inappetenza è occasionale, potrebbero rivelarsi utili rimedi naturali in grado di stimolare il fisiologico appetito e migliorare gli stati di stanchezza e affaticamento fisico.

ristabil è un integratore alimentare a base di Pappa reale, Eleuterococco, Mirtillo nero e Rosa Canina con Vitamine del gruppo B, I cui estratti titolati e standardizzati possono aiutare bambini, adulti e anziani ad affrontare stanchezza e affaticamento.

8 tattiche per combattere il calo di appetito

  1. Dire stop al fumo e all’eccessivo consumo di alcolici, che tolgono la voglia di mangiare.
  2. Praticare attività fisica regolare come camminare, fare ciclismo o nuoto, sforzarsi di rompere la sedentarietà con del movimento ogni ora: sono tutte abitudini sane per un appetito genuino.
  3. Rispettare i 5 pasti quotidiani. Ovvero i tre pasti principali e due spuntini, uno a metà mattina e l’altro a metà pomeriggio: questa regolarità può contribuire a distribuire in maniera più equa e controllata l’introito calorico nell’arco della giornata rispetto ai soli pasti principali.
  4. Più cibi energetici. Se la perdita di appetito è associata a una riduzione dell’alimentazione e di conseguenza del peso, può essere corretto – dietro consiglio del medico - aumentare il consumo di cibi con maggiore impatto calorico.
  5. Se lo stomaco è subito sazio, anche con un consumo di piccole quantità di cibo, è bene evitare alimenti voluminosi e preferire quelli a più elevato contributo nutrizionale. Una strategia che nutre di energia senza riempire eccessivamente lo stomaco, richiedendo anche un più ridotto processo digestivo.
  6. Terapie in corso. Se si stanno assumendo specifici farmaci, è bene verificare che tra gli effetti collaterali non ci sia anche la possibile riduzione di appetito. Nel caso, occorre parlarne con il medico di riferimento.  
  7. Curare l’impiattamento. In persone anziane, fisiologicamente meno ricettive ai sapori e odori, un buon trucco è proporre le pietanze preferite del commensale curando anche la presentazione del piatto, perché la voglia di cibo passa anche dalla vista.
  8. Alimenti a prova di denti. Se lo scarso appetito si associa a una svogliatezza indotta da problemi di masticazione, dentizione o deglutizione, è indicato privilegiare alimenti semisolidi, come mousse, vellutate o frullati che non necessitano di essere masticati. O in alternativa, sempre se è il medico a consigliarlo, è possibile introdurre nella dieta appostiti preparati, come bevande proteiche o succhi di frutta, che provvedono a sostenere l’organismo con il giusto fabbisogno energetico quotidiano.
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