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Bambini al mare e dermatite atopica


La dermatite atopica è una delle affezioni cutanee più frequenti nell’infanzia: si manifesta di solito nei primi anni di vita con grado di espressione variabile, spesso associata a disordini alimentari e allergie. E’ quindi il più comune eczema infantile, ma lo si osserva con quadri caratteristici anche in bambini, adolescenti e adulti. Colpisce tra il 15% e il 20% dei bambini e bisogna considerare che la patologia è in aumento.
Infatti, oggi sono circa 1 milione i bimbi italiani alle prese con la pelle sensibile che si irrita, si arrossa e prude.
Mentre il 70% circa dei pazienti con dermatite atopica presenta un’anamnesi familiare di atopia; circa il 3% dei neonati ha qualche segno di dermatite atopica nei primi mesi di vita; il 50% dei bambini atopici ha anche la rinite o l’asma.

I segni della dermatite atopica cominciano solitamente a presentarsi nei primi mesi di vita, senza mostrare predilezione di razza.

La pelle "atopica" nasce così, con una funzione della barriera cutanea alterata che lascia passare gli allergeni favorendo così la comparsa di allergie che sono la conseguenza e non la causa del problema cutaneo.

 

Accanto a questi fattori ambientali, è stato suggerito che fattori psicologici come la personalità del bambino e la relazione con i genitori possano avere un valore prognostico.

Le sedi più comuni dove si manifesta sono il volto, la superficie estensoria degli arti nei bambini piccoli e le pieghe agli arti nei bambini più grandi. Si diagnostica sulle caratteristiche cliniche, prurito, secchezza cutanea e con test di laboratorio.

In previsione delle vacanze estive è bene seguire alcune linee guida per il trattamento della dermatite atopica.
Molte malattie come la dermatite atopica o la psoriasi migliorano con l’esposizione al sole (con precauzione). Il bambino “atopico” può esporsi al sole in maniera graduale con l’ausilio di maglietta e cappellino, evitando le ore più calde. Naturalmente il supporto di creme solari protettive è determinante. Vanno applicate in abbondanza mezz’ora prima dell’esposizione al sole ed è molto importante ricordare che nessuna crema è idrorepellente: dopo i bagni deve essere riapplicata.

Riguardo l’incremento del problema esistono cause che possono essere ricondotte a diversi fattori come quelli ambientali, dietetici, fumo, urbanizzazione, persino eccessiva igiene. La cute dei bambini è sicuramente la più vulnerabile e quinde sensibile a questi fattori a rischio.

Quindi la nuova frontiera sembra essere rappresentata dai cosiddetti “riparatori della barriera cutanea” che contribuiscono a prevenirne il danneggiamento. Migliorano, infatti, prurito, irritazione, cute secca, arrossamenti. Meglio se sono naturali, si tratta di creme per pelli sensibili ad azione idratante, lenitiva e che intervengono sui fattori infiammatori cutanei che provocano il danno tissutale.

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Bibliografia

  • Rimedi naturali, Oli essenziali gli aromi della salute, Demetra;

  • Bryan E. Anderson, Atlante di anatomia fisiopatologica e clinica: apparato tegumentario, LSWR, Milano, 2013;

  • Carlo Gelmetti, La scuola dell’Atopia, Springer Verlag.

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