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Inappetenza


L’inappetenza è un disturbo alimentare che si manifesta con una drastica diminuzione dell’appetito accompagnata molte volte da un senso di repulsione verso il cibo. Tutto ciò comporta  un calo di peso che, se perdura nel tempo, può anche portare ad un deperimento psico-fisico per la carenza di sostanze nutritive essenziali.
Mangiare è fondamentale non soltanto per sopravvivere, ma anche per fornire al corpo l’energia che serve per svolgere tutte le funzioni sia fisiche che intellettuali: camminare, parlare, pensare, imparare, ricordare…
Quando manca l’appetito, ingerire cibo non è più un piacere, diventa anzi un vero e proprio sforzo.

Quali sono le cause dell’inappetenza?
Le cause sono molteplici soprattutto se si distinguono le diverse fasce di età, ma in generale possiamo  si possono distinguere in:
Cause fisiologiche: legate al cambio di stagione, periodi di particolare stanchezza fisica e nei bambini può manifestarsi, ad esempio, durante la dentizione.
Cause psicosomatiche: legate a periodi in cui si è particolarmente agitati, stressati e in cui c’è una maggiore stanchezza mentale.
Cause patologiche: associata a problemi lievi come raffreddore o influenza oppure a cause più gravi come patologie dell’apparato gastrointestinale.
Cause psichiatriche:  legate a disturbi dell’alimentazione come bulimia o anoressia.
Cause genetiche: genitori che da piccoli hanno sofferto di inappetenza possono avere dei figli con lo stesso problema.

A sua volta è possibile distinguere l’inappetenza in: occasionale e prolungata.
L’inappetenza occasionale è di tipo transitoria (dovuta ad esempio al cambio di stagione in cui l’organismo si deve adattare ai cambiamenti climatici  oppure nel post influenza in cui, durante il periodo di convalescenza).
L’inappetenza prolungata, invece,  è una condizione dipendente da cause organiche come ad esempio disturbi dell’area gastrointestinale, renale, ematica e metabolica. Vengono annoverati anche le cause di origine psichica conseguenza ad esempio di uno stato di ansia o di depressione, che nella peggiore delle ipotesi può essere una premessa per l’anoressia.

Quali sono le conseguenze dell’inappetenza prolungata?

Carenze nutrizionali:
mangiare poco o non mangiare per nulla  espone il corpo a carenze di micronutrienti (vitamine e minerali) e di macronutrienti (proteine, glucidi e lipidi). La carenza di queste sostanze ha come conseguenza uno stato di malessere, stanchezza generale e alla comparsa a volte di patologie come per esempio l’anemia da mancanza di ferro.

Disidratazione: di solito l’inappetenza è accompagnata da una minore assunzione di liquidi. Questo è uno dei rischi in cui incorrono soprattutto i bambini e anziani, i quali hanno maggiore necessità di integrare le riserve idriche anche con il cibo.

Dimagrimento eccessivo e chetosi

Insorgenza di disturbi alimentari:
come detto sopra, se il rifiuto del cibo diventa cronico si può passare dall’inappetenza all’anoressia, un disturbo alimentare molto grave che può portare anche alla morte.

Chi colpisce l’inappetenza?
L’inappetenza  colpisce tutte le fasce d’età, dagli anziani ai bambini e può manifestarsi in qualsiasi momento della vita.

Nel bambino si può presentare durante la crescita, dall’infanzia all’adolescenza, ed i fattori che la generano si differenziano in base all’età(Puoi approfondire nella sezione dedicata al bambino)

Nell’anziano, invece, la mancanza di appetito è molto comune e spesso è un problema di difficile gestione.

Per contrastare l’inappetenza ci si può affidare a rimedi naturali. Di seguito un elenco dei rimedi efficaci e facilmente reperibili.

L’eleuterococco:
è una pianta ad azione energizzante, grazie alla presenza dei glucosidi, è in grado di contrastare l’inappetenza dovuta a stress e/o malattia.

Pappa reale: è adatta sia ai bambini che agli anziani che grazie alla presenza dell’acido pantotenico è in grado di contrastare l’inappetenza agendo come stimolante ed energizzante.

Menta piperita: Una tisane di menta piperita può incrementare l’appetito. Berne una tazza prima dei pasti. 

Tarassaco: Può aiutare a stimolare l’appetito se assunto prima dei pasti.

Erba medica: Può stimolare l’appetito e favorisce la pulizia dell’intestino grazie alle fibre contenute. Un cucchiaio di succo fresco prima della colazione e del pranzo.

Finocchio: Può stimolare l’appetito se la perdita di appetito è dovuta a un turbamento emotive.

Cannella: L’aggiunta di cannella al cibo incrementa l’appetito.

Astragalo: Nella medicina tradizionale cinese questa erba viene raccomandata per stimolare l’appetito ridotto da malattia o diarrea.

 In commercio ci sono integratori titolati e standardizzati che possono venire in aiuto.

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