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Infiammazioni urinarie maschili


Un integratore, nel caso di infiammazione delle vie urinarie maschili, può essere un valido aiuto. Ma vediamo meglio in cosa consiste l’infiammazione della prostata e quali rimedi naturali sono più validi.

La prostata è una ghiandola posta sotto la vescica che tende ad ingrossarsi  con l'età senza arrecare disturbi alla maggior parte degli uomini. In alcuni casi tale ingrossamento può invece provocare fastidiosi sintomi alle basse vie urinarie: il flusso lento o interrotto, la difficoltà ad avviare il flusso dell'urina, il bisogno frequente di urinare, la sensazione di svuotamento incompleto della vescica e l'incontinenza.

Tra i disturbi più frequenti correlati all’ingrossamento della prostata vi sono l’iperplasia prostatica benigna, che provoca il progressivo ingrossamento della prostata e inizia di norma con la mezza età, la prostatite cronica abatterica, che si manifesta con gonfiore e dolore della prostata per via dello sviluppo di un processo infiammatorio. Entrambi questi disturbi, oltre ai sintomi di natura irritativa ed ostruttiva menzionati a carico principalmente di vescica e uretra, tendono a favorire l’istaurarsi di processi infettivi, come avviene nel caso delle cistiti nell’uomo. Proprio in merito a quest’ultimo punto le statistiche rivelano che il 10% di tutte le cistiti diagnosticate riguardano uomini e sono spesso associate ai disturbi prostatici in questione. L’ipertrofia prostatica benigna e la prostatite cronica,  sono inoltre molto spesso caratterizzate da un aumento della produzione e rilascio di radicali liberi come conseguenza dell’aumento dell’attività metabolica cellulare. I radicali liberi, per via della loro natura instabile, contribuiscono all’aggravamento del quadro iniziale e aumentano i rischi di insorgenza di patologie più gravi.

Secondo una moderna interpretazione lo stato di salute delle basse vie urinarie può dipendere anche dallo stato di salute dell'intestino e dall'equilibrio della flora microbica che in esso viene ospitata. Un esempio per spiegare questo rapporto tra vescica e intestino viene offerto dagli studi in cui la sindrome dell'intestino irritabile è stata correlata con un disturbo della vescica chiamato cistite interstiziale. I due disordini hanno un’altra probabilità di co-esistenza negli stessi soggetti: in uno studio è emerso che la sindrome dell'intestino irritabile è presente nel 22.5% dei soggetti affetti da cistite interstiziale e solo nel 6.7% dei soggetti non affetti da questo disturbo.  In uno studio condotto su 2862 pazienti con affetti da cistite interstiziale la sindrome dell'intestino irritabile era la seconda più comune condizione di comorbilità riportata, diagnosticata nel 30.2% dei pazienti.  Più della metà dei pazienti con sindrome dell'intestino irritabile frequentemente riportano sintomi delle basse vie urinarie. Una spiegazione per l'associazione tra disturbi della vescica e disturbi dell'intestino può derivare dal fatto che  la vescica urinaria e l’intestino condividono la stessa innervazione viscerale e autonoma: l’instaurarsi di fenomeni di ipersensibilità a carico dell’intestino può ripercuotersi quindi anche a livello vescicale e viceversa. Inoltre, in soggetti con alterazioni intestinali funzionali si evidenzia spesso una crescita abnorme di specie batteriche intestinali a cui consegue una riduzione del controllo sulla proliferazione di specie patogene e su eventuali processi infiammatori. L'alterazione della flora microbica intestinale,  oltre a contribuire all’ipersensibilità viscerale,  dà origine a processi di fermentazione e produzione di gas. Tra questi è spesso presente il solfuro di idrogeno che, assorbito dalla mucosa intestinale, giunge sino alla vescica inducendo contrazioni della sua muscolatura. Non va inoltre dimenticato come i batteri possono attivare a livello intestinale la risposta immunitaria e la liberazione dei mediatori chimici dell’infiammazione che possono giungere alla vescica contribuendo allo sviluppo flogistico.

Riepilogando, un approccio integrato per la gestione dei sintomi delle basse vie urinarie deve garantire un'azione sull'infiammazione delle vie urinarie, sullo stress ossidativo e sui processi infettivi, anche a livello intestinale. In particolare a livello intestinale un fattore chiave è rappresentato dalla protezione della flora microbica.

Melograno.

Un ottimo integratore, nel caso di infiammazione delle vie urinarie, è il melograno. Cerchiamo di capire perché.

Il melograno (Punica granatum, L.) è una pianta della famiglia delle Punicaceae, originaria di una regione che va dall'Iran alla zona himalayana dell'India settentrionale, e presente sin dall'antichità nel Caucaso, e nell'intera area mediterranea. Oltre al suo utilizzo a scopo ornamentale, da anni è radicato l’uso dell’estratto di frutti di melograno a scopo salutistico, per via della documentata attività antiossidante, antibatterica e antinfiammatoria.

La caratterizzazione fitochimica dell’estratto di Melograno ha evidenziato la presenza di più di 100 molecole attive, tra cui Ellagitannini, Antocianine, Acido ellagico e acidi grassi polinsaturi.

In alcuni studi si è dimostrato che l’estratto di Melograno ha effetto bifidogenico utile per favorire l'equilibrio nella composizione del microbiota intestinale. I composti attivi, come ad esempio ellagitannini ed acido ellagico, captati dal microbiota intestinale, vengono metabolizzati a Urolitina. Emerge in tal caso un circolo virtuoso in cui l’estratto di melograno favorisce la crescita dei bifidobatteri, questi metabolizzano le sostanze contenute nell'estratto stesso e producono urolitina, quest'ultima esercita un effetto antinfiammatorio contribuendo ad un ambiente favorevole alla crescita degli stessi bifidobatteri, con probabili ripercussioni positive anche sulle altre mucose, come quella delle vie urinarie.  A favorire ulteriormente l'equilibrio della flora microbica intestinale sta il fatto che i componenti dell’estratto di melograno hanno dimostrato di possedere tossicità selettiva nei confronti dei patogeni intestinali (Clostridium, Staphylococcus, Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa) ma non nei confronti dei simbionti (lattobacilli e bifidobatteri). L’estratto di Melograno ha inoltre un potere antiossidante 2-3 volte superiore a quello del resveratrolo o del tè verde. L’estratto di melograno ha dimostrato attività scavenger dei radicali liberi e la capacità di ridurre lo stress ossidativo e la perossidazione lipidica. In studi scientifici si è dimostrato che l'estratto di melograno è in grado di potenziare i meccanismi antiossidanti plasmatici nei soggetti umani anziani.

Sulla base delle caratteristiche menzionate il melograno costituisce quindi un ottimo integratore, nel caso di infiammazione delle vie urinarie maschili, poiché trova un impiego nel favorire l'equilibrio dell'intestino e data la correlazione tra la mucosa intestinale e la mucosa delle basse vie urinarie si può presumere che risulti utile nell'affrontare i sintomi delle basse vie urinarie. Esistono anche evidenze dirette dell'effetto benefico dell'estratto di melograno direttamente sulle basse vie urinarie. Ad esempio, da recenti studi scientifici, emerge che l'impiego dell'estratto di melograno consente di allentare la tensione della muscolatura liscia delle basse vie urinarie e a ciò può conseguire un miglioramento dei sintomi delle basse vie urinarie cui si è fatto cenno nella parte iniziale di questo testo. È emerso inoltre che l'estratto di melograno esercita un significativo effetto antiossidante protettivo a livello del tessuto prostatico.

Concludendo, l'impiego dell'estratto di melograno si pone come un'interessante possibilità di integrazione delle terapie convenzionali, con l'intento di favorire il benessere delle basse vie urinarie nei soggetti di sesso maschile.

 



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