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Stipsi o Stitichezza


Stipsi è sinonimo di stitichezza, quel disturbo contraddistinto da una poco frequente o scarsa emissione di feci.

La frequenza dell'evacuazione delle feci e la loro consistenza determinano e definiscono i casi di stitichezza, tenendo conto che normalità vuole che essa avvenga più di tre volte a settimana con feci di consistenza né eccessivamente secca né dura. La stipsi  a sua volta può dipendere da cause organiche sistemiche o locali (stipsi secondaria) o dipendere dall’assunzione di determinati farmaci; oppure da una alimentazione inadatta e priva di acqua e fibre. In questo caso parliamo di  stipsi primitiva o funzionale, la più comune, che accomuna per lo più anziani e donne.

Attualmente la dieta, specie nei Paesi industrializzati, è povera di scorie, per l’uso di pane bianco, zuccheri raffinati e di conserve e di carne. Nel contempo l’apporto idrico è ridotto in quanto il vino e le bevande alcoliche, in genere, sostituiscono sempre più di frequente l’acqua come bevanda. Infine, la sedentarietà e, nelle donne, la lassità dei muscoli addominali e del pavimento pelvico, in conseguenza della gravidanza, riducono gli stimoli alla defecazione e compromettono l’efficienza del torchio addominale ( cioè l’insieme dei muscoli addominali e del diaframma che contraendosi in maniera contemporanea e coordinata fanno in modo di esercitare una pressione per poi permettere l’evacuazione e, nelle donne, l’espletamento del parto) .
Nella tumultuosa vita di oggi, la defecazione viene anche frequentemente ritardata e questo comporta un’aumentata distensione dell’ampolla rettale ad opera del materiale fecale, prima che giunga la soglia dello stimolo. Importante è evitare di reprimere lo stimolo dell'evacuazione, cercare di mantenere una buona igiene e provare a defecare a orari fissi.

Fitoterapia della stipsi
Diversi sono i prodotti di derivazione vegetale che facilitano la defecazione migliorando lo stato di costipazione.

Tra le droghe vegetali, le più importanti ed anche le più utilizzate sono quelle antrachinoniche come le Cascara (cascarosidi) e la Frangula (glucofranguline).
Gli antrochinoni si presentano generalmente in natura come glicosidi; essi si comportano da profarmaci, cioè come molecola biologicamente inattiva che, una volta introdotta nell'organismo, subisce delle trasformazioni chimiche, in genere ad opera di enzimi, che la attivano. Infatti, i glicosidi, una volta nell’organismo liberano l’aglicone che è la molecola che agisce da lassativo.

Utile è anche l’utilizzo del kiwi, per il quale spesso vengono evidenziati i benefici del suo fitocomplesso principale: la pectina (enteropolissaride cioè zucchero). Ogni frutto ha una percentuale di pectina variabile a seconda della specie e della sua età di maturazione. La pectina cementifica lo spazio tra una cellula e l'altra, tenendole unite e dando croccantezza a frutta o verdura. Con il procedere della maturazione questo legame si scioglie e il frutto perde consistenza. E’ stato evidenziato che la pectina del kiwi  è ricca di fibre, ha un effetto prebiotico (nutre la flora amica) ed è benefico sul sistema cardiovascolare attraverso la riduzione del colesterolo LDL.
In uno studio è stato evidenziato come la pectina del kiwi è molto più efficace rispetto a quella degli agrumi.

Fos (frutto-oligo saccaridi) , sono degli zuccheri idrolizzati al livello del colon che hanno  un potente effetto prebiotico. Sono elementi essenziale per la proliferazione dei Bifidobatteri e Lattobacilli acidophilus, microrganismi viventi che esercitano un effetto positivo (flora amica) rafforzando l’ecosistema naturale e le difese immunitarie, riducendo sensibilmente, la fermentazione e il disturbo del ventre gonfio, detossificando l’intestino e sono in grado di migliorare il transito intestinale.

Bibliografia
F.Capasso, G. Grandolini, A,A, Izzo. Fitoterapia, Impiego razionale delle droghe vegetali. Spinger 2006
 

 

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