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Cristalfarma

Carciofo


 

FAMIGLIA: Asteraceae.

HABITAT: originario del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente. Attualmente è estesamente coltivato in molti paesi a clima temperato.

PARTE USATA: le foglie basali, intere o ridotte in frammenti.

PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato in acidi caffeilchinici calcolati come acido clorogenico min. 13% e max. 18% (Farmacopea Italiana X), la cui dose giornaliera va da 9 a 12 mg./kg, suddivisi in due somministrazioni preferibilmente 30 minuti prima dei due pasti principali.

COMPOSIZIONE CHIMICA: è una pianta ricca di acidi fenolici e di acidi organici.  Contiene anche dei lattoni sesquiterpenici, la cinaropicrina e i suoi derivati, che le conferiscono il caratteristico sapore amaro e dei flavonoidi.

PROPRIETA' TERAPEUTICHE:
Azione epatoprotettiva e antidispeptica:
è un rimedio adoperato da secoli per le sue proprietà di stimolo della produzione di bile e di protezione del fegato. Infatti l’estratto di carciofo è capace di proteggere il fegato dai danni causati da sostanze tossiche per questo organo come ad esempio l’alcool, il tetracloruro di carbonio, la tossina dell’amanita falloide ecc. Il meccanismo più importante per spiegare quest'azione è legato alla capacità degli acidi fenolici del carciofo di inibire i processi di perossidazione lipidica causati dai radicali liberi nelle cellule del fegato. Un meccanismo importante per il manifestarsi dell’azione coleretica è dovuto all’azione sinergica degli acidi citrico, malico, succinico e della cinaropicrina.
Alcuni studi clinici controllati hanno valutato l’effetto dell’estratto secco di carciofo in pazienti con dispepsia funzionale (difficoltà a digerire). Essi ricevevano per bocca l’estratto secco di carciofo titolato o un placebo per 1 o 2 mesi. La valutazione era fatta misurando l’intensità della dispepsia tramite una scala apposita, i punteggi di ciascun sintomo dispeptico e la qualità di vita tramite test opportuni. Si è visto che i pazienti che prendevano l’estratto di carciofo avevano un miglioramento dei sintomi statisticamente significativo. Non sono stati registrati effetti collaterali degni di nota. Lo studio conclude che l’estratto di carciofo è più efficace del placebo nell’alleviare i sintomi della dispepsia funzionale.
Uno studio clinico ha valutato l’effetto di un estratto di carciofo somministrato alla dose di 3200 mg al giorno per bocca in pazienti affetti da epatite virale tipo C con transaminasi elevate per 3 mesi. Al termine dello studio nessuno dei pazienti mostrava una normalizzazione delle transaminasi e neppure un calo della carica virale. Peraltro i sintomi di questi pazienti erano significativamente migliorati al termine della sperimentazione. La tollerabilità dell’estratto di carciofo è stata eccellente. Lo studio indica che un estratto di carciofo è efficace nel migliorare i sintomi di pazienti affetti da epatite virale di tipo C, ma non riduce le transaminasi e la carica virale.

EFFETTI COLLATERALI: E’ stata dimostrata la presenza di allergia al carciofo, con presenza di anticorpo IgE specifici. Esse peraltro sono molto rare.

INTERAZIONI CON FARMACI: a tutt’oggi non note.

CONTROINDICAZIONI: Va usato con cautela nel paziente portatore di calcoli alle vie biliari, specialmente se i calcoli sono di piccole dimensioni, per il rischio di provocare una colica biliare. Può essere usato in gravidanza ma non durante l’allattamento, perché può dare al latte uno sgradevole gusto amaro.

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