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Fosfatidilserina


 

La fosfatidilserina è un fosfolipide che entra a far parte dei costituenti fondamentali delle membrane cellulari, sito dinamico della maggior parte dei processi vitali, essa riveste un ruolo importante soprattutto nella trasmissione degli stimoli tra le cellule nervose. 

La fosfatidilserina è infatti un fosfolipide molto diffuso nel tessuto cerebrale dove è molto più abbondante che in qualunque altra parte del corpo, specialmente nei neuroni (le cellule del cervello). Questa sua presenza fa sì che la fosfatidilserina supporti molte funzioni cellulari particolarmente importanti per il cervello, tra queste sono primarie il mantenimento dell'ottimale permeabilità cellulare necessaria per l'entrata delle sostanze nutritive e la relativa espulsione dei materiali di rifiuto. (1,2)

Sono diversi gli studi che confermano la virtù della fosfatidilserina sul ripristino delle capacità mnemoniche dovute all'invecchiamento, ma è anche capace di aumentare comunque le capacità mentali anche nei soggetti normali. (3,4)

La fosfatidilserina si ottiene principalmente dalla lecitina di soia, che ne è molto ricca e garantisce una provenienza della stessa totalmente vegetale. (5)

Biochimica della fosfatidilserina
La fosfatidilserina appartiene alla famiglia dei fosfolipidi, dei grassi simili ai trigliceridi.

Per la loro peculiare struttura i fosfolipidi sono responsabili di molti compiti che non si fermano alla struttura delle membrane cellulari ma partecipano attivamente alla sua funzionalità. (5)

Cosa fa la fosfatidliserina?
I risultati degli studi in vitro su colture di cellule nervose indicano che la fosfatidilserina conferisca protezione dai radicali liberi. I ricercatori pertanto suggeriscono che la fosfatidilserina abbia effetto antiossidante. (6)

Questo effetto si somma a quello principale che migliora tutta una serie di aspetti legati alla funzionalità del cervello e ci aiutano a capire come agisca la fosfatidilserina:

• favorisce il ripristino della capacità di orientarsi e di altri comportamenti adattativi; (5)

• migliora l'efficienza nell'utilizzo del glucosio (lo zucchero del cervello) e l'efficienza delle sinapsi (il punto in cui una cellula del cervello “ si unisce” all’altra); (7)

• migliora i tracciati anomali degli elettroencefalogrammi; (5)

• favorisce il rallentamento del declino strutturale della rete nervosa; (3,4)

• potenzia l'effetto dei neurotrasmettitori, quelle sostanze che permettono alle cellule nervose di “parlare” tra di loro. (7)

Questi effetti di miglioramento dello stato di salute della singola cellula sono probabilmente la causa del miglioramento della prestazione cognitiva, in studi clinici infatti è emerso come l’assunzione di fosfatidilserina migliora le funzioni mnemoniche e cognitive. (8)

 

Bibliografia

1.Alberts B, Johnson A, Lewis J, et al. Molecular Biology of the Cell, 4 ed. New York: Garland Science; 2002.

2. Kidd PM. PS (PhosphatidylSerine), Nature's Brain Booster, 2nd ed. St. George, UT: Total Health Communications; 2007.

3.Toffano G. The therapeutic value of phosphatidylserine effect in the aging brain. In: Hanin L, Ansell GB, eds. Lecithin: Technological, Biological and Therapeutic Aspects. New York: Plenum Press; 1987:137-46.

4.Nunzi MG, et al. Therapeutic properties of phosphatidylserine in the aging brain. In: Hanin I, Pepeu G, eds. Phospholipids: Biochemical, Pharmaceutical and Analytical Considerations. New York: Plenum Press; 1990:213-8.

5.Samson JC. The biological basis of phosphatidylserine pharmacology. Clin. Trials J. 1987;24:1–8

6. Hashioka S, Han YH, Fujii S, Kato T, Monji A, Utsumi H, Sawada M, Nakanishi H, Kanba S. Phosphatidylserine and phosphatidylcholine-containing liposomes inhibit amyloid beta and interferon-gamma-induced microglial activation. Free Radic Biol Med. 2007 Apr 1;42(7):945-54.

7. Borghese CM, Gómez RA, Ramírez OA. Phosphatidylserine increases hippocampal synaptic efficacy. Brain Res Bull. 1993;31(6):697-700.

8. Kidd PM. Phosphatidylserine; membrane nutrient for memory. A clinical and mechanistic assessment. Altern Med Rev 1996;1:70-84.

 

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