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Cristalfarma

Mirtillo americano


FAMIGLIA: Ericaceae.

HABITAT:
abbondante nel sottobosco con terreno siliceo e quindi acido in mezza montagna, in tutto l'emisfero settentrionale.

PARTE USATA: le foglie e le bacche raccolte in estate.

PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato in antocianosidi totali espressi come antocianidine min. 23,2% (Farmacopea Italiana X). Il suo dosaggio giornaliero va da 80 a 120 mg. al giorno suddivisi in due somministrazioni lontano dai pasti. Può essere somministrato anche per lunghi periodi di tempo.

COMPOSIZIONE CHIMICA: è una pianta ricca di antocianine, delle quali almeno sette sono state identificate. Abbondanti sono anche i tannini, che rappresentano circa il 7% del peso della pianta secca, e i flavonoidi.

PROPRIETA' TERAPEUTICHE:
Azione sull'occhio e sui vasi sanguigni:
è noto da tempo che gli estratti di mirtillo sono in grado di migliorare la visione notturna. Infatti essi facilitano la rigenerazione della rodopsina, che è il pigmento retinico essenziale per la visione in condizioni di scarsa luminosità.
La loro utilità a livello oculare non si limita però solo a questo. Infatti essi si sono dimostrati capaci di combattere la fragilità e l'eccessiva permeabilità vasale, mostrando quindi un'azione antiedemigena e capillaroprotettiva, ormai ben dimostrata sia a livello dei vasi sanguigni della retina sia di quelli periferici. Queste azioni si spiegano col fatto che le antocianine sono capaci di inibire l'attività di alcuni enzimi proteolitici che distruggono il collageno, quali le elastasi e le collagenasi, rendendo in tal modo il collageno stesso più stabile ed elastico.
Azione antiradicalica: Studi effettuati recentemente hanno dimostrato che l'estratto secco di mirtillo è in grado di ridurre notevolmente l'ossidazione delle particelle di colesterolo LDL indotta dal rame. Tale azione è molto importante, poiché è ormai ben dimostrata l'importanza dell'ossidazione delle LDL come causa principale dell'aterosclerosi vascolare.
Azione anticistitica: recentemente si è scoperto che le antocianine presenti nel Mirtillo americano o Cranberry inibiscono l'adesione dei colibacilli alla parete dell'intestino e della vescica, fornendo così una spiegazione al loro uso come antidiarroici e disinfettanti urinari.
Sono stati fatti 15 studi clinici controllati per valutare l’efficacia e la tollerabilità del Mirtillo americano (cranberry) sulle infezioni vescicali. 11 studi indicano una superiorità del mirtillo rispetto al placebo nel trattamento e soprattutto nella prevenzione delle infezioni vescicali. Infatti circa il 60% delle donne con cistiti ricorrenti che prendevano l’estratto di mirtillo americano (cranberry) non avevano più recidive di malattia dopo 6 mesi di trattamento con questo estratto. L’efficacia dell’estratto di cranberry contro le infezioni vescicali è stata dimostrata anche nel bambino e anche in pazienti anziani portatori di catetere vescicale. La sua tollerabilità è ottima.
Considerato tutto ciò si può dire che questa pianta è particolarmente indicata nel trattamento dei disturbi circolatori specie di origine venosa e in tutti i casi di fragilità capillare, in particolare a carico della retina. E' anche utile nel trattamento della diarrea e delle cistiti.

EFFETTI COLLATERALI E CONTROINDICAZIONI: nessuna degna di nota. Il mirtillo può favorire la formazione di calcoli renali a base di sali di calcio, per cui è controindicato in soggetti che soffrono di calcolosi renale. Può essere usato in gravidanza, durante l’allattamento e nel bambino.

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