menu
Cristalfarma

Vitamina E


La vitamina E, o tocoferolo, è una vitamina liposolubile che comprende  8 composti naturali: i tocotrienoli (α, β, γ e δ, in un primo tempo detti vitamina T) i tocoferoli (α, β, γ e δ). I due gruppi si differenziano rispettivamente per la presenza di una catena satura od insatura, i tocotrienoli presentano tre doppi legami sulla catena isoprenoide. La disposizione dei gruppi metilici permette di distinguere i singoli composti delle due classi.
Biologicamente l'alfa tocoferolo è la forma vitaminica più potente ed attiva.

STORIA
La vitamine E fu scoperta nel 1922 dall'embriologo Herbert Evans e dalla sua assistente Katherine Bishop, come fattore in grado di prevenire la morte fetale animale. Inizialmente fu chiamata fattore X e solo successivamente venne denominata vitamina E; nel 1927 si vide che essa era un nutriente essenziale per mantenere fertili i ratti di laboratorio.

Nel 1936 dall’olio di germe di grano venne isolato un fattore con la stessa attività biologica della vitamina E; la sua struttura venne determinata da Erhard Fernholz nel 1938  e venne denominato α-tocoferolo. Nello stesso anno Paul Karrer realizzò la sintesi di una miscela racemica di α-tocoferolo. Successivamente da molti oli vegetali vennero isolati altri composti aventi attività simile: i tocotrienoli e il β, γ, δ-tocoferolo. Solo nel 1968 si scoprì che era una vitamina essenziale per l’uomo.

Le azioni ed i meccanismi con cui la vitamina E agisce nell’organismo erano quasi del tutto oscuri fino ad un decennio fa.

CARATTERISTICHE
I tocoferoli sono composti oleosi, insolubili in acqua e solubili nei solventi apolari. Sono facilmente degradati dall’ossigeno e dai raggi UV e sono abbastanza resistenti al calore.

L’assorbimento dei tocoferoli avviene nell’intestino tenue mediante un processo di diffusione passiva che richiede l’azione degli acidi biliari. L’assorbimento dei tocoferoli e dei loro esteri varia dal 20 al 40%, a seconda delle condizioni fisiologiche e nutrizionali. Dalla mucosa intestinale i tocoferoli passano nella circolazione linfatica e quindi in quella sistemica, dove sono presi in carico dalle lipoproteine. I tocoferoli vengono quindi assorbiti dagli enterociti e vengono poi rilasciati, inglobati nei chilomicroni, nella circolazione linfatica e da lì rilasciati in quella sistemica. Nel flusso ematico, essi vengono trasportati inclusi nelle lipoproteine.

I tocoferoli vengono captati dal fegato e dai tessuti extraepatici e vengono concentrati nelle strutture membranose delle cellule (mitocondri, microsomi, membrane plasmatiche e nucleari). I depositi quantitativamente più importanti sono rappresentati dal tessuto adiposo (150 μg/g), dal tessuto muscolare (19 μg/g) e dal tessuto epatico (13 μg/g).

PROPRIETA’ E ATTIVITA’ BIOLOGICHE

Proprietà antiossidante

Gli antiossidanti proteggono le cellule dagli effetti dannosi dei radicali liberi, molecole che contengono un elettrone non condiviso spaiato. I radicali liberi, che possono danneggiare le cellule e contribuire allo sviluppo delle malattie cardiovascolari e del cancro, possono provenire dal processo di digestione del cibo o da esposizioni ambientali quali il fumo di sigaretta, l’inquinamento atmosferico, e le radiazioni ultraviolette del sole.

La vitamina E è un antiossidante liposolubile (che si scioglie nei grassi) che interrompe la produzione di radicali liberi che si formano quando i grassi subiscono alcune trasformazioni metaboliche. Gli scienziati stanno studiando se, limitando la produzione di radicali liberi ed eventualmente attraverso altri meccanismi, la vitamina E potrebbe aiutare a prevenire o a ritardare le malattie croniche associate agli stessi.

Declino cognitivo
La vitamina E comprende 8 composti naturali con potenziale attività neuroprotettiva, il più importante dei quali è l’α-tocoferolo. Le altre forme (ß, γ, δ tocoferolo) contribuiscono scarsamente alla quantità di vitamina E assunta con la dieta. L'α-tocoferolo è stato anche maggiormente studiato in relazione al declino cognitivo.

La vitamina E è ubiquitaria nelle membrane cellulari ed ha la funzione di bloccare la propagazione delle reazioni radicaliche all'interno delle membrane. L’azione biologica della vitamina E è infatti dovuta alla sua capacità antiossidante: essa previene la propagazione dell’ossidazione degli acidi grassi poliinsaturi (PUFA) sequestrando i radicali perossilipidici. Questa è la funzione fondamentale della vitamina E nei tessuti animali ed in particolare nelle membrane cellulari, dove il tocoferolo si trova associato ai PUFA nei fosfolipidi.

Animali di laboratorio deficienti di vitamina E mostrano segni di invecchiamento precoce a livello cellulare, infatti la vitamina E è l'antiossidante di membrana più importante dal punto di vista quantitativo. I pazienti affetti da malattia di Alzheimer mostrano frequentemente livelli anormalmente bassi di vitamina E nel fluido cerebrospinale.

In un recente studio è stata esaminata la relazione tra tutte le forme plasmatiche della vitamina E e i marker del danno della vitamina E (α-tocoferilchinone, 5-nitro-γ-tocoferolo) e il declino cognitivo lieve (MCI) e la malattia di Alzheimer. Sono stati comparatati 168 casi di Alzheimer, 166 casi di MCI e 187 soggetti cognitivamente normali. I soggetti affetti da Alzheimer e MCI hanno mostrato i livelli più bassi di tocoferoli, tocotrienoli e vitamina E totali a livello plasmatico. Inoltre è emerso che entrambi i disordini sono associati con un incrementato danno alla vitamina E.

Altre attività
E' importantissima per le normali funzioni procreative. Facilita l'assorbimento della vitamina A e ne aumenta le concentrazioni tessutali. Aiuta ad eliminare gli eccessi di minerali pericolosi quali mercurio e piombo. Stimola la funzionalità del sistema immunitario. Questi meccanismi d'azione potrebbero spiegare la sua attività protettiva nei confronti delle neoplasie. Riduce l'aggregazione piastrinica. E' importante per il normale trasporto e assorbimento dei grassi e sembra aumentare il livello delle HDL, riducendo quindi il rischio cardiovascolare.
E’ coinvolta nella trasmissione di segnali tra le cellule, nella regolazione dell’espressione genica e in altri processi metabolici.

CARENZA
Bambini ed adulti con alterata capacità di assorbimento o di utilizzo della vitamina E possono sviluppare disordini neurologici caratteristici e progressivi che coinvolgono il sistema nervoso centrale e periferico, la retina e i muscoli. I danni si sviluppano solo dopo un certo arco temporale, con livelli plasmatici di vitamina E estremamente bassi.

La vitamina E è scarsamente tossica rispetto alle altre vitamine liposolubili. Poiché viene talvolta utilizzata sotto forma di supplementazione orale nella prevenzione di processi patologici nei quali sono implicati i radicali liberi, è stata testata la sua sicurezza d’uso. Si è visto che solo oltre i 2000 mg/die alcuni soggetti mostrano disturbi, soprattutto a livello intestinale.

Diversi alimenti sono ricchi di vitamina E ma è da tener presente che, data la loro natura chimica, i tocoferoli sono soggetti ad ossidazione ed alla formazione di strutture chinoniche, di dimeri e di trimeri; queste reazioni sono accelerate dalla luce, dal calore, dalla presenza di alcali, ferro e rame, che sono catalizzatori delle reazioni ossidative oppure risultano accelerate dai processi di raffinazione, deodorazione, sbiancamento e idrogenazione ai quali vengono sottoposti gli oli alimentari.

L'indicatore dello stato di nutrizione per la vitamina E comunemente impiegato è il livello plasmatico. Un valore inferiore a 0,5 mg/dl (valore al di sotto del quale aumenta la tendenza degli eritrociti all'emolisi) è considerato segno di carenza. Questo indicatore è stato utilizzato in studi su popolazioni anziane. In uno studio condotto in Italia su soggetti anziani si sono riscontrati livelli plasmatici bassi nel 2,5-5% della popolazione e livelli marginali nel 10% della stessa popolazione.

Livelli di assunzione raccomandati
Il fabbisogno di vitamina E è strettamente correlato all’apporto di altri nutrienti, in particolare di acidi grassi poliinsaturi (PUFA). Per tale motivo non è stato stabilito un fabbisogno minimo giornaliero. La discriminante primaria è la quantità di PUFA assunto con la dieta; altre discriminanti sono rappresentate dalle quantità di selenio e di aminoacidi solforati, che consentono il funzionamento del sistema di difesa antiossidante enzimatico della glutatione perossidasi che coadiuva il tocoferolo nelle difese antiossidanti. Dato che la Commission of the European Communities propone un valore di 0,4 per il rapporto tocoferolo equivalenti/ g PUFA e considerando che i consumi medi di PUFA nella popolazione italiana sono all'incirca di 20g/die100, si può indicare un livello raccomandato intorno agli 8 mg/die per la popolazione media italiana. In ogni caso i valori non debbono scendere al di sotto di 3 e 4 mg/die, per donne e uomini rispettivamente.

Interazioni farmacologiche:
la neomicina, le tetracicline, l'olio di vaselina e la colestiramina ne riducono l'assorbimento.

Le fonti naturali più importanti sono:
germe di grano e cereali in genere, oli vegetali, uova, burro, margarine.

Le principali specie vegetali contenenti questa vitamina sono:
avena, bardana, castagno, edera, ginseng e grano.

seguici su