I viaggi di
Zenzero e Valeriana

Alla scoperta della rosa canina

Viaggio in Provenza alla scoperta della Rosa canina

La Rosa canina: un buon alleato contro la stanchezza, scoperto durante un cambio di stagione sulle strade della Provenza.

Era un inverno freddo e piovoso quando Zenzero e Valeriana decisero che con l’arrivo della primavera avrebbero fatto un viaggio on the road in Francia. Del resto, quell’anno l’inverno li aveva messi a dura prova, tra ondate di gelo, improvvisi sbalzi di temperatura, tanto lavoro accumulato e un raffreddore via l’altro. Avevano proprio bisogno di un break per riprendersi dalla stanchezza e aggiungere energia alle loro giornate. Un break, sì, ma a modo loro.

Da questo punto di vista la Provenza sarebbe stata un’emozione unica. Le distese di lavanda che diventano un mare viola, le lunghissime giornate da trascorrere tra pittoreschi borghi medievali, ognuno con il suo castello merlato, le sue stradine acciottolate, i suoi ponti su panorami mozzafiato e le sue cantine di ottimi vini…

Zenzero aveva deciso di inserire nel loro programma un percorso enogastronomico alquanto impegnativo. Valeriana, invece, affascinata dagli impressionisti, voleva a tutti i costi percorrere l’itinerario dei grandi pittori. Del resto, come si poteva pensare di trascorrere una settimana in Provenza senza passare per Cagnes-sur-Mere a visitare lo studio-museo di Renoir, o nella Arles del grande Van Gogh?

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Zenzero

il cui vero nome è Filippo, oggi ha 31 anni e si porta dietro questo simpatico soprannome fin da ragazzino perché è sempre stato il più peperino del gruppo: quello degli scherzi, della battuta brillante e di quel pizzico di trasgressione che piace alle donne. Lavora nel settore pubblicitario, è un buon conoscitore di vini, amante della cucina, dei viaggi on the road e dello sport, a cui si dedica appena può.

Valeriana

ha incontrato Zenzero ai tempi dell’Università e da allora non si sono più lasciati. Del resto, gli opposti si attraggono. Lui, quello sempre in fermento fin dalle prime ore del mattino, lei invece che ama i ritmi lenti e, se potesse, non si sveglierebbe prima delle 10. Valeriana ha 30 anni ed è una consulente nel campo delle Belle Arti. Da sempre accompagna Zenzero nei loro viaggi zaino in spalla e scarpe da trekking ai piedi, anche se non disdegnerebbe qualche comodità in più. Vorrebbe allargare presto la famiglia, chissà che il sogno non si avveri proprio durante un’avventura in giro per il mondo…

Rosa canina: le virtù “anti fatica” di un fiore antico

La brutta avventura capitata a Valeriana ci dà l’occasione per parlare delle proprietà benefiche della Rosa canina.

La Rosa canina è l’antenata di tutte le rose e cresce spontaneamente nelle zone a clima temperato del continente europeo. Il nome dipende dal fatto che le sue spine somigliano ai denti affilati dei cani, e per questo nell’antichità le si attribuiva la proprietà di guarire dalla rabbia, una malattia mortale trasmessa soprattutto dai morsi dei cani infetti.

Di questo semplice fiore selvatico, dal bel color rosa, si usano in fitoterapia soprattutto le bacche, conosciute da tempi remotissimi per le virtù medicamentose, i cui estratti sono indicati proprio nei periodi di astenia fisica.

Durante i cambi di stagione, come l’inizio della primavera, quando le temperature iniziano a scaldarsi e le giornate si allungano, l’organismo fa un po’ di fatica a “rimettere a posto” l’orologio biologico, ed ecco alcuni sintomi classici come senso di spossatezza, debolezza, sonnolenza, inappetenza, difficoltà di concentrazione ecc.

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